In questo spazio troverai favole, racconti, storie un po’ più lunghe e forse anche poesie. Scritte da bambini, da ragazzi, da adulti più o meno esperti. Potrebbe passare, da queste parti, persino qualche scrittore. Sei pronto anche tu a fare l’autore? Leggi anche questa, magari, e poi cerca la tua ispirazirazione!
GOCCIOLINA
Testi e disegni di Amalia Scoppola
Quarta Puntata - Gocciolina, al mare (torna all’indice delle puntate)
Non si finirebbe mai di raccontare dei mille e mille viaggi di una goccia d’acqua. Pensate in quanti posti la possiamo trovare e il gioco è fatto!
Ma a noi piace soprattutto immaginare la nostra amica in luoghi affascinanti, divertenti o addirittura avventurosi. Ecco qui un’altra delle sue storie.
Era estate e faceva molto caldo, da parecchi giorni non pioveva più e il cielo era sempre azzurro. Che noia!
Tutte le gocce d’acqua, e in particolare quelle più giovani, erano impazienti: quando ci sarebbe stata un’altra occasione per tornare sulla Terra? Lassù in alto, dentro quella piccola nuvola, si stava veramente stretti e, oltretutto, ci si annoiava tanto!
Gocciolina continuava a guardare in lontananza ma di nuvole nere da temporale non se ne vedeva neppure l’ombra.
“Che fare?”. Si domandò… Fu in quel preciso momento che le venne un’idea meravigliosa….
Proprio di fronte a lei, a gran velocità, stava sopraggiungendo un aereo… Un’occasione da non perdere!
Gocciolina si preparò e, al momento giusto, un gran salto e via… Ben attaccata sotto quelle ali!
“Che freddo però, che vento e che fatica quassù!”. Pensò tra sé e sé. Effettivamente era difficile rimanere aggrappate senza cadere, ce l’avrebbe fatta la nostra amica?
Si guardò attorno e vide le altre gocce scivolare man mano giù verso il vuoto, le seguì con lo sguardo mentre compivano divertenti acrobazie.
Continuò ad osservarle fino a che diventarono talmente piccole da scomparire in lontananza: ormai erano solo dei puntini!
Gocciolina cercò ancora di tenersi forte ma sentiva di non farcela più, le sue braccia erano troppo stanche e il freddo la stava trasformando in un piccolo ghiacciolo… Cosa che a lei non piaceva affatto!
Decise, allora, di lasciarsi andare come le sue amiche verso quel mondo lì sotto ai suoi piedi. Dopo le prime capriole riuscì a mettersi quasi dritta mentre continuava a scendere velocissima. Guardando giù riconobbe ad un tratto la grande distesa del mare macchiata qua e là da piccole isole. Aveva sentito molte storie sul mare: una sua amica, addirittura, era andata a finire nella pancia di un grosso pesce! Un’altra aveva incontrato una nave e si era divertita a curiosare attraverso le piccole finestrelle. Le avevano raccontato, poi, che si incontravano tantissime gocce d’acqua provenienti anche da nuvole lontane.
Gocciolina non vedeva l’ora, quindi, di scoprire quel mondo per lei ancora nuovo. Ma ad un tratto…
“Ehi, piccola, dove stai andando?”. Chi aveva parlato?
Si girò e vide un gabbiano che volava accanto a lei.
“Ciao Gabbiano, sto andando a farmi un tuffo nel mare per scoprire com’è. Non ci sono ancora mai stata!”.
“Sbrigati, allora, non vedi che il vento e il sole ti stanno per riportare sulla nuvola?”.
“Uh no, non me ne ero accorta, grazie. Ho faticato talmente tanto che vorrei proprio arrivarci al mare, manca molto?”.
“No, ma se vuoi posso darti un passaggio. Dai, vieni con me!”.
E così dicendo prese delicatamente con il becco la nostra piccola amica e, con pochi battiti d’ali, arrivò giusto giusto a sfiorare l’acqua.
“Ciao, divertiti, e la prossima volta stai attenta se non vuoi tornare subito a casa!”.
“Ciao Gabbiano, e grazie ancora!”.
Ne aveva di cose da imparare la nostra Gocciolina! Fortunatamente incontrava sempre qualcuno pronto ad aiutarla! Ma torniamo alla nostra storia: eccola lì pronta a farsi spazio fra tutte quelle gocce. Erano proprio tante!
“Buongiorno! Io sono Gocciolina e vengo da quella nuvoletta lassù”.
“Buongiorno e benvenuta tra noi, Gocciolina”. Risposero in coro le altre gocce.
“Cosa si fa da queste parti? Mi hanno raccontato un sacco di storie interessanti sul mare”.
Le gocce più grandi si guardarono un momento e poi, una di loro, rispose gentilmente:
“Vedi cara, proprio qui in mezzo all’oceano, il mare più grande di tutti, non è che succeda un granché. Le navi passano di rado, qualche pesce ogni tanto ci fa il solletico e tra di noi cerchiamo di tenerci compagnia”.
“Se ti va puoi andare giù sul fondo, dicono che sia bellissimo…ma è talmente buio che penso si veda ben poco.
Se rimani in superficie, invece, puoi tornare a casa e rituffarti dopo qualche tempo.”
Gocciolina ascoltava con interesse ma non senza un po’ di delusione: si aspettava grandi avventure e invece… tutta quella noia!
“Però…”, proseguì la goccia, “…Se vuoi puoi raggiungere la spiaggia”.
“La spiaggia? E cosa è la spiaggia?”. Chiese tutta speranzosa Gocciolina.
“Non è più un posto adatto per noi anziane… ma se tu vuoi…”.
“Allora? Su, racconta!”.
“Ebbene, la spiaggia è un luogo dove c’è tanta confusione, tanto rumore. Ti senti sbattere da tutte le parti e poi ti ritrovi per terra… insomma una gran fatica!”.
La nostra amica capì subito che la cosa la interessava e anche parecchio, chiese quindi con ansia:
“Potete spiegarmi come ci si arriva a questa spiaggia?”.
“È tanto tempo che non ci andiamo, prova a chiederlo a quelle gocce laggiù, loro forse possono aiutarti. Ciao cara e buon viaggio!”.
“Ciao a tutte e grazie delle informazioni”.
Gocciolina si avvicinò quindi al gruppo indicatole dall’anziana goccia e si presentò allegramente.
“Salve, mi chiamo Gocciolina e mi hanno detto che voi forse potete indicarmi la strada per la spiaggia”.
“Ciao Gocciolina, sei fortunata, anche noi stavamo proprio pensando di andarci. Ci si annoia così tanto qui! Vuoi venire?”.
“Magari!”. Rispose Gocciolina.
E così la nuova comitiva iniziò a muoversi in direzione della spiaggia.
Com’erano strette tutte quelle gocce e com’era difficile farsi largo tra una e l’altra. Passavano i giorni e ancora non si vedeva nulla se non acqua, soltanto acqua.
Gocciolina era un po’ stanca ma fiduciosa. Sapeva che l’oceano era grande ma era certa che prima o poi avrebbero raggiunto la spiaggia tanto attesa. A turno salivano in superficie per dare una rapida occhiata quando finalmente:
“Eccola! Eccola!”.
Tutte corsero ad affacciarsi e videro davanti a loro uno spettacolo meraviglioso: canotti, materassini, ombrelloni, palloni, casette, secchielli, palette, formine… Insomma tante di quelle cose da non saper da dove cominciare! Si avvicinarono un po’ frastornate tenendosi tutte per mano e si fermarono ad osservare.
Gocciolina, la più coraggiosa, si staccò dal gruppo per farsi avanti ma vide che le altre non la seguivano:
“Forza ragazze, andiamo, ci divertiremo!”.
“Ne sei proprio certa? Noi abbiamo paura, che ci succederà laggiù?”.
“Che fifone! Cosa volete che vi succeda? Non c’è nulla da temere!”.
Insistette Gocciolina. E così, dopo un po’ di tentennamenti, si lanciarono anche loro.

Che confusione! Piedi, mani, gambe, chi si muoveva a destra, chi a sinistra… La nostra amica iniziò a correre facendo il solletico a tutti i bambini che incontrava. Le altre giocavano di qua e di là attaccandosi ad un canotto o ad una ciambella. Era proprio vero che ci si divertiva tanto alla spiaggia!
Gocciolina cercò di infilarsi il più possibile tra i piedi dei bimbi fino a che non rimase incastrata in un bel costumino arancione…
Cercò di capire a chi appartenesse con la speranza di incontrare le sue amiche: macché, era di un bel bambino di nome Luca!
Si ricordò allora che un giorno Elena, in gran segreto, le aveva confidato di avere un certo timore dell’acqua… Forse se ne stava tranquilla tranquilla all’asciutto a giocare con la sabbia? E Marta, lei le era sembrata più intraprendente.
Cercò ancora tra gli altri piedi staccandosi da quel costumino quando ad un tratto…

…Si ritrovò chiusa in un secchiello! Chiamò le sue amiche gocce ma ormai erano lontane e con tutta quella confusione non potevano certo sentirla. Cosa sarebbe accaduto? Sarebbe finita stesa al sole?
Dopo un po’ di sobbalzi il secchiello venne rovesciato e tutta l’acqua cadde al centro di un bellissimo castello pieno di merli, gallerie e ponti! Che meraviglia!
Gocciolina non aveva mai visto nulla di simile! Era fatto tutto di sabbia e continuava a rimanere lì in piedi senza crollare. Si guardò attorno e proprio dietro ad una torre vide le mani di un bimbo che con delicatezza accarezzava quella strana opera d’arte.
“Grazie papà, è bellissimo! Vieni giochiamo ancora insieme”.
Gocciolina non aveva trovato le sue amiche, ma quello spettacolo era così bello che rimase incantata ad osservare… Dimenticandosi completamente del sole! Potete facilmente immaginare cosa successe alla nostra amica nel giro di pochi minuti…
…Un raggio caldo e allegro la prese dolcemente tra le mani per riportarla lassù, a casa, sulla sua nuvoletta.
Gocciolina si lasciò trasportare senza nemmeno rendersene conto, continuando a guardare affascinata quel castello di sabbia. Man mano che saliva in alto tutto ai suoi piedi appariva sempre più piccolo: le torri, i ponti e quel simpatico bambino ormai erano solo dei punti lontani.
La nostra amica li salutò ancora fino a che scomparvero completamente dalla sua vista. Peccato, sarebbe stato bello poter rimanere ancora un po’ laggiù.
Gocciolina, in fondo, era anche contenta di tornare a casa per raccontare tutto ai suoi amici, alla mamma e al papà.
Era stato un viaggio lungo e un po’ faticoso, ma come sempre pieno di emozioni ed esperienze nuove. Ormai conosciamo bene la nostra amica e sappiamo con certezza che presto la ritroveremo coinvolta in una nuova avventura.
Ciao Gocciolina, siamo sempre pronti a seguirti!
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Amalia Scoppola
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