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Prendi la penna e vola con… GOCCIOLINA SULLA NEVE - V puntata (di Amalia Scoppola)

Dicembre 21st, 2009 · Nessun commento

In questo spazio troverai favole, racconti, storie un po’ più lunghe e forse anche poesie. Scritte da bambini, da ragazzi, da adulti più o meno esperti. Potrebbe passare, da queste parti, persino qualche scrittore. Sei pronto anche tu a fare l’autore? Leggi anche questa, magari, e poi cerca la tua ispirazirazione!

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GOCCIOLINA

Testi e disegni di Amalia Scoppola

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Quinta Puntata - Gocciolina sulla neve (torna all’indice delle puntate)

Vi ricordate la storia di Gocciolina al mare? E vi ricordate che, non appena raggiunta la spiaggia, si era incantata ad ammirare quel fantastico castello? E cosa era successo? Il sole, in pochi minuti, l’aveva riportata a casa!

 

In questa nuova avventura accadrà qualcosa di molto diverso!

 

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L’estate era finita e l’autunno l’aveva sostituita con tutte le sue piogge. Le gocce d’acqua, compresa ovviamente la nostra amica, non facevano altro che salire e scendere dal cielo in continuazione. Sapevano bene che in quel periodo dell’anno i viaggi erano molti ma, dopo l’iniziale entusiasmo, si erano tutte un po’ stancate. Si incontravano spesso nelle pozzanghere, sugli ombrelli, sui tetti o sui campi ormai ben annaffiati, ma non vedevano l’ora di fermarsi un po’.

 

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Dopo l’autunno, come voi sapete, arriva l’inverno e con l’inverno anche il gran freddo.

Gocciolina, in un angolo della sua nuvoletta, già batteva i denti  stringendosi alla mamma e al papà in cerca di calore.

 

Il pallido sole, nonostante la buona volontà, proprio non riusciva a scaldarla e ad un tratto sparì addirittura dietro ad una grossa nuvola bianca. Era enorme!

 

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La nostra amica non aveva mai visto nulla di così grande e così bianco!
“Mamma, mamma, cosa sta per succedere?”. Chiese preoccupata.

“Tranquilla Gocciolina, non c’è nulla da temere. Ormai sei grande ed è giunto anche per te il momento di vivere questa nuova e straordinaria esperienza”.
“Di che si tratta mamma? Spiegami meglio”.
“Quando il cielo diventa completamente bianco e il freddo si fa sentire così forte significa che presto nevicherà. Per scendere sulla terra tutte noi gocce d’acqua ci trasformeremo in fiocchi, in morbidi e candidi fiocchi di neve. Vedi piccola, non è un’esperienza che si può vivere tutti i giorni e non certo quando si è bambini! Dalle nostre parti, poi, accade così di rado!
Per formare un fiocco di neve bisogna essere in tante e tenersi tutte per mano senza mai lasciarsi. Ci si sente un po’ strane così ferme e infreddolite, ma vedrai quanto è bello! Lentamente si raggiunge la terra e ci si va a posare dove più si preferisce. Non è meraviglioso?”.

Dopo l’affascinante racconto della mamma Gocciolina non perse tempo e raggiunse subito la prima fila sul bordo della nuvolona bianca.

 

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Ormai la conosciamo bene e sappiamo che la curiosità e il coraggio certo non le mancano! Ma stiamo a vedere cosa accadrà.

Proprio sul bordo della nuvola bianca una gocciolona piena d’esperienza dirigeva il traffico:

 

“Avanti un altro gruppo! Uno, due, tre…via! Avanti anche voi, cosa aspettate? Uno, due… Un momento, ma tu non sei troppo piccola per il fiocco di neve?”. Disse rivolgendosi a Gocciolina.

 

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“La mamma mi ha dato il permesso, non sono tanto piccola, sai?”. Rispose lei.
“Sei proprio sicura di voler provare? Sarai capace di rimanere ben stretta alle tue compagne?”.

“Certo che si!”. Insistette la nostra amica.
“Mi sembri molto decisa! E allora va bene: uno, due, tre… via anche per te!”. Iniziò così questa nuova avventura.

Le gocce più esperte la guidarono indicandole la giusta posizione e tutte insieme formarono un incantevole fiocco di neve.

 

 

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Attorno a loro altri batuffoli bianchi e leggeri volteggiavano nell’aria trasportati dal vento. Si scendeva lentamente e c’era anche tempo per scambiarsi un saluto:

“Ciao Gocciolina, buon viaggio! Reggiti forte, brava, così va benone!”. Le dicevano le amiche.
“Ciao a tutte e buon viaggio anche a voi!”. Rispondeva Gocciolina entusiasta.

Certo i piedi e le mani erano un po’ infreddoliti, quasi non si sentivano più, ma la felicità era tale che la nostra amica non se ne accorgeva neppure.

Ci volle parecchio tempo prima che il fiocco arrivasse in prossimità della terra. Sorvolò tetti, strade e giardini… Ma dove sarebbe andato a cadere? Un ultimo soffio di vento lo sospinse ai piedi di un albero tutto solo al centro di un campo. La piccola goccia d’acqua - o meglio, di neve! - si guardò attorno e salutò con gentilezza:

 

“Buongiorno Albero, mi chiamo Gocciolina ed è la prima volta che faccio parte di un fiocco, sono così emozionata! Ma sei tutto bianco! Non hai freddo?”. Domandò preoccupata.

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“Buongiorno Gocciolina e ben arrivata. Stai tranquilla, non ho freddo, al contrario, tutta questa neve per me è come una coperta e mi protegge dal vento e dal gelo. Durante l’inverno preferisco dormire e riposare, quando arriverà la primavera dovrò lavorare parecchio!”.

 

Gocciolina ascoltò interessata e poi aggiunse:

“Vorresti dire che rimarrai coperto di neve fino a primavera?”.“Non sempre - rispose l’Albero - dipende dal sole, dall’aria e anche dalle persone che abitano in quel paese laggiù”. Concluse indicando un gruppo di case poco distanti.

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La nostra amica, che voleva sapere sempre tutto, insistette: “Perché dici così? Cosa vengono a fare quelle persone?…Albero, Albero, rispondi!”. Ma l’Albero si era addormentato, russava allegramente e forse stava già sognando.

 

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A Gocciolina non rimase che aspettare… Qualcosa sarebbe pur successo!

Passò invece un giorno, poi un altro e un altro ancora. Altri fiocchi di neve si erano andati a posare sopra di lei, ma nulla d’altro sembrava accadere.

Gocciolina non sapeva cosa fare, guardò l’albero che dormiva beato e in pochi minuti si sentì sprofondare anche lei in un sonno provvidenziale!
Dormì tranquilla in quel soffice letto bianco sognando avventure passate. Il sole, questa volta, non sarebbe certo venuto a prenderla! O almeno non così presto.

 

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Trascorse così un po’ di tempo quando ad un tratto si udirono in lontananza dei rumori e delle voci…

“Gocciolina, Gocciolina, Svegliati! Sta arrivando qualcuno, vieni a vedere!”. Sussurrò l’Albero che aveva aperto gli occhi prima di lei.
“Eccomi, eccomi, cosa succede?”. Rispose prontamente la nostra amica. Non fece in tempo però a dire altro che…

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“Venite, mettiamoci qui. Guardate quanta neve sotto questo albero!”.

“Arriviamo! Presto Marta, corri! Ti va di fare un pupazzo di neve?”.

Gocciolina, sentendo quel nome, si girò immediatamente e vide, poco distanti da lei, le sue amiche Elena e Marta. Voleva raggiungerle ma, stretta nel fiocco di neve, non riusciva a muoversi.
Cercò di chiamare le altre gocce accanto a lei, ma dormivano quasi tutte profondamente. Nel frattempo le due sorelline avevano radunato già tanta neve e il pupazzo cominciava a prendere forma.

“Ecco fatto, manca la carota ed è finito”.

“Aspetta Elena, mettiamogli anche il cappello e la sciarpa. Ora è proprio carino!”.

Poco dopo si allontanarono per andare a giocare con gli altri bambini. E Gocciolina?
Ebbene, zitta zitta, era riuscita a staccarsi dal fiocco di neve e muovendosi a fatica per il gran freddo aveva raggiunto il pupazzo.

 

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“Buongiorno, mi chiamo Gocciolina, sono molto amica di Elena e Marta, posso aspettare qui insieme a te?”.

“Buongiorno Gocciolina, vieni, vieni, mettiti qui sotto la sciarpa. Vedrai che sorpresa quando torneranno!”

Infatti…

“Gocciolina! Ma che ci fai qui?”.

“Buongiorno bambine! Visto che sorpresa?”.

 Potete immaginare la gioia delle due sorelline!

“Come sei cambiata! –disse Elena- Ma raccontaci cosa hai fatto in tutto questo tempo”. Gocciolina non si fece certo pregare e iniziò a descrivere i suoi ultimi viaggi.

Trascorsero così giorni bellissimi, il pupazzo di neve e l’albero parteciparono volentieri alle loro “chiacchiere” ascoltando interessati.
Anche il sole cercò di affacciarsi incuriosito tra le nuvole; ma l’albero, con la sua ombra, gli impedì di disturbarli troppo presto.

 

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Povero  sole! Anche lui voleva molto bene a Gocciolina e gli era difficile dover rimanere lontano con i suoi raggi! Dall’alto, però, cercò di carpire qualche parola per non essere completamente escluso.

Gocciolina si era accomodata ben bene sulla morbida sciarpa e continuava a raccontare:

 

“… Ed ora eccomi qui, tutta bianca, a giocare alla neve”.

“Quante avventure! Ma non hai mai avuto paura?”. Chiese Marta preoccupata.
“Qualche volta sì… Ma… Mi sono fatta coraggio! E ora ditemi di voi, siete cresciute! Chissà quante novità avrete… Son curiosa di saperle!”.

 

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Sarebbero rimasti tutti lì insieme ad aspettare la primavera molto volentieri… Ma non sarebbe stato certo possibile! Dopo qualche giorno, infatti…

“Ciao, Gocciolina! Ciao, pupazzo di neve e ciao albero! Siamo venute a salutarvi. Le vacanze sono finite e domani torneremo a casa!”.

“Ciao amiche mie, non siate tristi, vedrete che ci incontreremo presto!”.

“Ciao… Ciao… Ti aspettiamo!”.

 

E così, l’indomani mattina di buon ora, Elena e Marta partirono con il papà e la mamma per tornare a casa, a scuola… Insomma alla loro vita di tutti i giorni.

 

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Gocciolina, contenta di aver rivisto le sue amiche, rimase al calduccio sotto la sciarpa… Ad aspettare la primavera!

 

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Amalia Scoppola


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